Storie Olimpiche — 12 gennaio 2015 at 20:55

Da campione di atletica a sopravvissuto: la storia di Louie Zamperini rivive sul grande schermo con il film “Unbroken”

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Unbroken la storia di Louie Zamperini

la locandina del film “Unbroken”

Esce il 29 gennaio 2015, anche nelle sale italiane, il film “Unbroken”, prodotto e diretto da Angelina Jolie. La pellicola, con sceneggiatura dei fratelli Cohen e una colonna sonora firmata Alexandre Desplat, porta sullo schermo la storia di Louie Zamperini, attraverso la trasposizione cinematografica del libro “Sono ancora un uomo. Una storia epica di resistenza e coraggio” scritto nel 2010 da Laura Hillenbrand.

Louie Zamperini (interpretato nel film dall’attore Jack O’Connell) è scomparso nel 2014 ed è stato un atleta olimpico (prima dello scoppia della seconda guerra mondiale è riuscito a partecipare ai Giochi di Berlino del 1936) ed un sopravvissuto di guerra.

Nasce nel 1917, quale secondo di quattro figli, in una famiglia di immigrati italiani a Olean (New York) che si trasferisce in California, a Torrance, quando lui ha solo 2 anni. A scuola viene spesso preso in giro per via del suo accento italiano e, per difendersi, rischia di finire sulla cattiva strada della criminalità. E’il fratello maggiore Pete a dissuaderlo, facendogli scoprire la passione per la corsa.

Ai tempi della high school, Zamperini è imbattibile, vince numerose gare, sigla anche il record mondiale interscolastico dei 1500 metri e del miglio. E’ talmente veloce che durante una gara, si racconta, riesce a vincere nonostante si fermi per parlare con la madre.

Louie Zamperini e suo fratello Pete

Louie Zamperini e suo fratello Pete

Le sue abilità atletiche gli permettono di ottenere una borsa di studio per l’Università della Southern California e nel 1936 decide di provare a qualificarsi per le Olimpiadi, partecipando ai Trials. Ci sono problemi però, non ha infatti i soldi per permettersi il biglietto del treno. Grazie ad una colletta fatta da alcuni commercianti di Torrance, riesce a partire. La sua gara sono i 1500 metri ma c’è tanta competizione quell’anno nel team a stelle e strisce, con Glenn Cummingham (che sarà argento), Archie San Romani e Gene Venzke, tre grandi protagonisti della distanza. Per questo Zamperini opta per i 5000 metri.

In uno dei giorni più caldi dell’anno a Randalls Island (New York), molti corridori accusano il calore durante la gara. Louie non molla e arriva, al termine di una corsa talmente tirata, il cui esito non può essere risolto nemmeno dal photo finish, a pari merito con il primatista americano, Don Lash, centrando così la qualificazione per Berlino 1936. A 19 anni e 178 giorni diventa, ed è ancora oggi, il più giovane atleta statunitense ad essersi mai qualificato in una Olimpiade, nei 5000 metri.

Dopo aver sfilato nella Cerimonia d’apertura, con l’orgoglio di poter rappresentare il proprio paese, è il momento di scendere in pista. Il 4 agosto sono in programma le batterie. Solamente i primi 5 di ognuna accederanno alla finale. Nella sua heat, Zamperini deve lottare sino in fondo, ma fa suo l’ultimo posto utile, superando in volata l’italiano Salvatore Mastroieni, sesto con il suo stesso tempo (15:02:2).

dal film Unbroken

la finale olimpica dal film “Unbroken”

Tre giorni dopo sulla pista dell’Olympiastadion, arriva l’ora della finale. A dominarla, come da pronostico, sono gli atleti scandinavi. La medaglia d’oro va al finlandese Gunnar Mikael Höckert che arriva per primo al traguardo con tanto di nuovo record olimpico (14:22:2), davanti al suo connazionale, e primatista mondiale, Lauri Lehtinen (14:25:8). Il bronzo è dello svedese Henry Jonsson (14:29:0). E Zamperini? Pur non essendo la sua distanza, da tutto quello che ha, chiudendo alla grande con un ultimo giro da 56″, il più veloce di tutti. Il suo finale cattura l’attenzione persino di Adolf Hitler che insiste per incontrarlo e complimentarsi con lui personalmente.

La prima esperienza olimpica di Louie è più che positiva e vista la giovane età, può sognare in grande per 4 anni dopo. Nel frattempo lui, soprannominato “Torrance Tornado”, continua a correre veloce al college e a migliorare i suoi tempi. Nel 1938 batte il record nazionale del miglio che resisteva da ben 15 anni. Ma i venti di guerra, sempre più forti, portano nel 1939 allo scoppio del secondo confilitto mondiale. Le Olimpiadi torneranno solo nel 1948. Le edizioni del 1940 e del 1948 vengono cancellate. Zamperini ora deve pensare a combattere, come tanti giovani americani.

Nel 1943, durante un volo nelle isole del Pacifico, il suo aereo (un bombardiere B 24), precipita in mare. Otto degli undici passeggeri muoiono. Louie e altri due sopravvivono ma si trovano a dover combattere contro gli squali in acque aperte, lottando contro la corrente, la fame e altre difficoltà. Uno dei suoi compagni muore. Dopo oltre 40 giorni, in due raggiungono la terra, sulle coste delle Isole Marshall, dove vengono catturati dai giapponesi e portati nel campo di prigionia di O-funa.

Zamperini tedoforo per Nagano 1998

Zamperini tedoforo per Nagano 1998

Louie, che viene dato per morto in patria, riesce a sopravvivere nonostante la denutrizione e soprattuto le continue torture a cui è sottoposto, nei campi di prigionia, da cui è liberato solo alla fine della guerra.

Torna da uomo libero, negli Stati Uniti, riceve un’accoglienza da eroe e sposa quella che rimarrà sua moglie per tutta la vita. Ma il trauma post guerra è troppo duro da superare. Gli incubi sono costanti e la tentazione di dimenticare tutto con l’alcool è forte. Superare questi momenti difficili avvicinandosi e riscoprendo la fede cristiana.

Perdona i suoi aguzzini durante la prigionia e lo fa personalmente, durante una visita a Tokyo, in un carcere dove si trovano molti di loro. Ritorna in Giappone nel 1998, per correre, da tedoforo, un tratto della staffetta della torcia dei Giochi Invernali di Nagano.  Tenta di incontrare quell’anno, per perdonarlo personalmente, anche il più terribile dei suoi torturatori, il criminale di guerra Mutsuhiro Watanabe che però rifiuta di incontrarlo.

Sulla pista dell’Olympiastadion di Berlno, torna invece nel 2005, per la prima volta dal giorno di quella finale olimpica dei 5000 metri. Quando muore (il 2 luglio 2014 all’età di 97 anni), le riprese per la pellicola “Unbroken” stanno per essere ultimate. La sua incredibile storia, raccontata tante volte dalla sua voce, rivivrà ora, per la prima volta, sul grande schermo.

clicca qui per visitare il sito ufficiale (in italiano) del film

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