Storie Olimpiche — 1 luglio 2016 at 10:00

Berlino 1936: Nishida e Oe “la medaglia dell’amicizia”

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medals-of-friendshipCon la storia olimpica di oggi torniamo indietro ai Giochi Olimpici di Berlino nel 1936, un’edizione passata alla storia soprattutto per le imprese di Jesse Owens, il celebre atleta afroamericano capace di vincere 4 ori (100,200,salto in lungo e 4×100) e di rovinare i piani della propaganda nazista, fortemente voluta da Adolf Hitler che vedeva nell’Olimpiade berlinese un’occasione per celebrare la presunta supremazia della razza ariana.

Ma in quella edizione, come in tutte del resto, vi sono anche tante altre storie, meno conosciute, che meritano di essere raccontate.

Siamo nella finale della prova di salto con l’asta maschile. In 3 si contendono la vittoria nelle fasi conclusive: lo statunitense Earl Meadows ed i giapponesi Shuhei Nishida e Sueo Oe. La gara si protrae molto più a lungo del previsto, tanto che nell’Olympiastadion di Berlino, cala il buio della sera.

5495809717_3b415bfabcMeadows riesce ad andare dove non arrivano i suoi rivali, con 4 metri e 35 centimetri vince la medaglia d’oro mentre i nipponici si fermano, a parimerito, a quota 4.25. I giudici propongono loro di fare uno spareggio per determinare il secondo ed il terzo classificato, ma viste anche le condizioni di visibilità, i due decidono di rinunciare e, in comune accordo, comunicano di voler far risultare secondo Nishida e terzo Oe. Ed è in questo ordine che vengono premiati sul podio, il giorno successivo.

Al ritorno in patria però, prendono una decisione: far dividere in due le proprie medaglie in modo che ognuno possa avere una medaglia composta per una metà d’argento e per l’altra metà di bronzo (come si vede nella foto).

Oe purtroppo morirà 5 anni dopo i Giochi di Berlino, nel 1941, durante la seconda guerra mondiale. Nishida, che resterà coinvolto nel mondo dello sport, morirà nel 1997 all’età di 87 anni. Proprio lui, renderà nota questa storia, diversi anni dopo le Olimpiadi del 1936. Quelle medaglie, una delle quali è stata donata alla Waseda University, saranno chiamate da allora e per sempre “Le medaglie dell’amicizia“.

Ecco le fasi finali del salto con l’asta alle Olimpiadi di Berlino 1936 in un frammento video del celebre film “Olympia” di Leni Riefenstahl:

One Comment

  1. Calicematteo78@gmail.con'

    Grazie x questa bellissima storia..E x questo sito davvero interessante

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