Storie Olimpiche — 6 aprile 2015 at 09:00

Atene 1896: James Connolly, il primo oro nella stora delle Olimpiadi moderne

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James Connolly

James Connolly

E’il 6 aprile del 1896. Con 13 metri e 71 centimetri, lo statunitense James Connolly vince nel salto triplo ai Giochi Olimpici di Atene nel 1896, nella prima edizione delle Olimpiadi moderne. E’ un risultato che consegnerà per sempre, agli annali dello sport, l’atleta americano come primo vincitore di sempre di una gara olimpica.

Ma chi è James Connolly? Nasce nel 1868, come uno dei 12 figli di una famiglia di immigrati irlandesi a Boston. A causa delle condizioni poco agiate dei suoi familiari, non può iscriversi alla high school e si dedica a lavori impiegatizi.

La sua predisposizione per lo sport, però, è evidente ed a Savannah, in Georgia, dove si trova mentre lavora nell’Esercito Americano, lo invitano a giocare a football americano nella squadra della Catholic Library Association. In seguito diventa anche capitano del team ciclistico della stessa  associazione.

Connolly si impegna e riesce a recuperare nello studio. Dopo aver superato da autodidatta gli esami della high school, si iscrive al corso di letteratura moderna ad Harvard.  Quando viene a sapere della prima edizione dei Giochi Olimpici moderni fa di tutto per partecipare ma deve scontrarsi con il responsabile della attività sportive universitarie, fermo nella sua decisione di non concedergli il permesso. Gli viene detto che per gareggiare in Grecia, si dovrebbe dimettere da Harvard per poi ripresentare una nuova domanda di ammissione.

poster Atene 1896Nemmeno questo ferma Connolly che, decide di dimettersi ed inizia il suo viaggio verso Atene, in rappresentanza del Suffolk Athletic Club che inizialmente gli paga una parte delle spese. Arriva in Italia, a bordo della stessa nave su cui c’è gran parte del team statunitense, ma è vittima di una disavventura a Napoli, dove è costretto ad inseguire un ladro per recuperare il biglietto rubato. Per fortuna, raggiunge in treno la destinazione, appena in tempo per potersi iscrivere alle gare.

Il 6 aprile 1896, nel giorno in cui le Olimpiadi moderne hanno inizio, nel teatro dello stadio Panathinaiko di Atene, si aggiudica la vittoria nel salto triplo con 13.71 metri, davanti al francese Alexandre Tufferi (12.70) e al greco Ioannis Persakis (12.52). Oltre a questo storica vittoria, arriva secondo anche nel salto in alto e terzo nel salto in lungo, gare entrambe vinte dal connazionale Ellery Clark.

Il suo ritorno a Boston è esaltante, la città lo accoglie con grande entusiasmo. Quattro anni più tardi partecipa ai Giochi Olimpici del 1900 a Parigi (insieme a quella di St.Louis del 1904, l’edizione più travagliata delle Olimpiadi). Non riesce a ripetersi nel triplo. Salta più lontano di Atene (13.97) ma meno del vincitore, lo statunitense Meyer Prinstein (14.47) e chiude al secondo posto.

In seguito sarà  giornalista ed autore letterario nel campo della navigazione. Dopo lo sgarbo del 1896, non tornerà mai più ad Harvard ed anzi rifiuterà un dottorato onorario propostogli. Muore nel 1957 ad 88 anni ma quel 6 aprile del 1896, con quei salto di 13 metri e 71 centimetri, si era già guadagnato l’immortalità negli annali olimpici.

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