Freestyle — 6 settembre 2013 at 10:00

Deborah Scanzio verso Sochi 2014: “Soddisfatta dell’allenamento in Australia”

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Deborah Scanzio e un tipico koala australiano

Deborah Scanzio e un tipico koala australiano

Alla stagione del freestyle, che vivrà quest’anno, come tutti gli sport invernali, il suo clou con i Giochi Olimpici di Sochi 2014 (7-23 febbraio) mancano ancora mesi ma gli interpreti di questa disciplina sono in pieno periodo di allenamenti. Ecco cosa ha scritto a proposito del suo periodo in Australia, l’azzurra Deborah Scanzio, specialità dei moguls, direttamente sul suo sito web (www.deborahscanzio.com):

Venerdì 6 settembre sono rientrata dall’allenamento di tre settimane in Australia. Dopo sei anni di assenza sono tornata a Perisher Valley a sciare. In passato, le due stagioni successive al mio soggiorno australiano sono state quelle dove ho ottenuto i migliori risultati, speriamo che la tradizioni continui anche quest’anno.

Al di là della scaramanzia, le premesse per tornare a fare bene ci sono. Il ginocchio non mi da nessun fastidio e durante queste settimane di allenamento mi sono sentita davvero bene, sia a livello fisico che mentale. Non mi ricordo di aver mai avuto questo feeling in questo periodo. Non è una garanzia di successo e potrei avere dei cali di forma, sicuramente arriveranno dei momenti difficili, ma se è vero che “chi ben comincia…è a metà dell’opera”. Posso guardare con ottimismo alla nuova stagione.

Il lavoro da fare non manca mai e anche se la base ora è più solida del passato, ci sono ancora diversi dettagli da sistemare. Non vedo un “gap” enorme tra me e le migliori ragazze che ho visto in Australia (quasi tutti i team erano con noi ad allenarsi), ma siamo comunque in molte a sciare e saltare sullo stesso livello. Per emergere sarà importante essere il più pulite possibili o eccedere in uno dei 3 elementi che compongono il punteggio (tecnica, salti e velocità). 

 Nella stazione dove ci siamo allenati è stato uno dei peggiori inverni di sempre. La neve è caduta tardi e la primavera si è presentata troppo presto. Noi fortunatamente siamo arrivati quando la Toppa’s dream (pista di gobbe dedicata al simpaticissimo allenatore australiano Peter Topalovic) era già pronta. Molti team invece, arrivando ad inizio agosto e partendo prima di noi, si sono allenati molto meno.

Non abbiamo trovato la neve invernale, ma siamo comunque riusciti a utilizzare al meglio i tredici giorni di allenamento. Io ho iniziato lavorando sulle parti della pista separate (solo salti o solo sci) e poi sono passata alle discese intere. Chi mi conosce sa che, purtroppo, in passato raramente riuscivo a farle prima del periodo delle gare. Mi concentravo sulle parti che compongono la discesa, ma poi non provavo mai tutto assieme. 

Il problema principale era la mia testa, mi mancava la giusta determinazione e fiducia. Ora va molto meglio, malgrado non sia tutto perfetto, ho deciso che voglio sistemare i dettagli facendo più run complete possibili. Non è facile poiché spesso l’unica cosa a cui riesco a pensare in quel momento è: tenere duro e arrivare in fondo. Quando dividi la discesa riesci a concentrarti sui dettagli, ma poi in una completa spesso quei gesti non riesci a farli. Spero che aumentando il numero di “top to bottom” i movimenti diventeranno più automatici e funzionali.

Il 24 settembre riprenderemo gli allenamenti a Zermatt, sono curiosa di vedere come mi trovo su neve più dura. In Vallese, come d’abitudine in autunno, troveremo quasi tutte le squadre nazionali.

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