Pattinaggio di Figura — 16 gennaio 2015 at 17:20

Un anno e quattro mesi di squalifica per Carolina Kostner: “Ferita ma andrò fino in fondo”

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carolina kostner squalificataA partire da oggi, Carolina Kostner dovrà scontare un anno e quattro mesi di squalifica per complicità nell’elusione di un controllo antidoping del marciatore Alex Schwazer (all’epoca dei fatti suo fidanzato), poi trovato positivo e squalificato poco prima della partenza per i Giochi Olimpici di Londra 2012. E’questo il verdetto emesso oggi dal Tribunale Nazionale Antidoping.

La pattinatrice italiana, non potrà partecipare a gare o ad altre attività organizzate dall’ISU o dalla Federghiaccio nazionale. La Kostner, prima azzurra a vincere una medaglia (Sochi 2014) nella sua specialità del pattinaggio di figura, è apparsa molto amareggiata ma allo stesso tempo determinata ad andare fino in fondo, sino all’ultimo grado di giudizio.

Ho visto che il Tribunale mi ha assolto dalla contestazione di omessa denuncia e credo che i giudici abbiano capito che io con il doping non c’entro niente, ma questo non mi basta. Mi sento ferita e quello che mi infastidisce maggiormente è che il mio nome possa essere in qualche modo associato al doping, sapendo quanto io sia distante da questa pratica scorretta, sleale, pericolosa per la salute e, soprattutto, contraria allo spirito sportivo. Non ho parole per descrivere la delusione, l?umiliazione e il dolore che provo come atleta e come persona. Ma ringrazio anche tutte le persone che mi sono state e mi sono vicine ed in particolare la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e il suo presidente Andrea Gios, per l’affetto di cui sento di avere tanto bisogno e che mi darà la forza per continuare a combattere. Avere tante persone che mi credono mi conforta. Questa volta è veramente dura, ma mi rialzerò come ho fatto in tante altre occasioni», queste le dichiarazioni di Carolina Kostner, contenute in un suo comunicato.

Nel frattempo, il suo avvocato, Giovanni Fontana, ha già preannunciato ricorso al TAS di Losanna. La parola fine su questa storia non è dunque ancora scritta.

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