Scherma, Universiadi — 12 luglio 2013 at 14:00

Francesco D’Armiento e la sua esperienza nelle Universiadi 2013 a Kazan

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Sono in svolgimento in questi giorni a Kazan (Rus) le Universiadi Estive 2013. Si tratta della 27ma edizione di questa manifestazione sportiva biennale che coinvolge gli atleti universitari da tutto il mondo. Nella rappresentativa italiana si è distinta, come sempre, la scherma che non ha deluso le aspettative ed ha conquistato 9 medaglie (4 argenti e 5 bronzi). Tra queste ci sono quelle arrivate dalla sciabola maschile: l’argento ed il bronzo per Luigi Miracco e Massimiliano Murolo nella prova individuale e l’argento nella prova a squadre.

Del quartetto azzurro ha fatto parte anche Francesco D’Armiento che, grazie a questa intervista, ci racconterà la sua esperienza a Kazan 2013, facendoci vedere il punto di vista di un atleta partecipante all’Universiade.

21351_4888411128829_1217732025_nPartiamo dall’inizio di questa esperienza, quali sono state le tue emozioni entrando nello stadio gremito e pieno di colori per la Cerimonia d’apertura?

La cerimonia di apertura è stata spettacolare. Purtroppo non ho potuto vederla tutta e ammirare lo spettacolo preparato dall’organizzazione, perchè subito dopo la sfilata sono tornato al villaggio, dato che l’indomani avevo la gara individuale.Che dire…entrare in uno stadio e trovarsi davanti 60000 persone che ti applaudono, ti urlano e ti fanno festa è qualcosa di incredibile…sono rimasto davvero senza parole. Per me era la mia prima esperienza di questo tipo e la sensazione che ho provato è stata fantastica!

Il giorno dopo c’è stata la gara si sciabola individuale. Il russo Ibragimov, vincitore dell’oro, è stato fatale per te e per tutti gli azzurri, cosa ne pensi di lui e come è andato il tuo assalto contro di lui?

Ibragimov è un grande atleta, lo conoscevo già e conoscevo la sua esperienza e la sua bravura soprattutto dal punto di vista tattico. Nel’assalto contro di lui ho trovato la contromossa per potergli fare “del male” ma purtroppo non subito. Era decisamente in giornata, ha fatto una gara bellissima e ha conquistato la vittoria. Merita tantissimi complimenti. Quest’ anno ha vinto anche un Gp Fie assoluto a Plovdiv e farà parte della squadra russa che partirà per i Mondiali assoluti 2013 di scherma a Budapest.

In attesa della prova a squadre hai assistito anche ad altre gare, di altri sport, nei giorni seguenti?

Purtroppo non sono riuscito ad assistere a gare di altri sport anche se mi sarebbe piaciuto tantissimo vedere qualche partita di tennis o tutte le altre discipline olimpiche in generale, visto che durante le grandi manifestazioni sono letteralmente attaccato allo schermo per vedere qualunque sport venga mandato in onda. Sono andato invece ogni giorno nella sala di scherma, per tifare i miei compagni delle varie armi che hanno tirato i giorni seguenti alla mia gara.

Come descriveresti l’atmosfera dell’universiade di Kazan e il modo in cui voi atleti italiani l’avete vissuta in questi giorni?

E’un’atmosfera bellissima e particolare quella che si vive alle Universiadi. E’ diversa da ogni altra gara. Tutti gli atleti, non solo quelli italiani, vengono stretti insieme da quello che è lo spirito “olimpico” e testimonianza ne è il fatto che ad ogni premiazione non viene ascoltato l’inno della Nazione di provenienza del vincitore, ma l’inno delle Universiadi. E’ bellissimo incontrare tantissimi atleti di discipline diverse e poter passare del tempo con loro, sia con quelli di altri paesi, con cui ci confrontiamo e capiamo come funziona lo sport nella loro nazione, sia italiani, nella palazzina dove viviamo.

Nella prova di sciabola a squadre è arrivato l’argento per te e per l’Italia, sei felice o c’è un pò di amaro in bocca per l’oro sfumato?

L’argento lascia un po’ di amaro in bocca sempre, specialmente in una gara a squadre, perchè arriva dopo una sconfitta. Però in tutte le competizioni e specialmente in quelle internazionali di alto livello come questa, ogni medaglia ha tantissimo valore. Potevamo vincere ma la fortissima squadra russa che si è presentata con la stesso quartetto delle Olimpiadi senza Yakimenko (che non ha potuto partecipare alle Universiadi perché fuori età) è stata più brava di noi ed è rimasta solida fino alla fine, sconfiggendoci1070029_10201333720082788_129570132_n

Come hai hai vissuto la gara, in pedana e a sostegno dei tuoi compagni?

Ho vissuto la gara normalmente. Quando ero in pedana cercavo di essere il più deciso possibile vincendo i miei assalti e prendendo meno stoccate possibili, così da aumentare il vantaggio nel punteggio. Fuori dalla pedana cercavo di dare tutto il sostegno morale ai miei compagni che stavano tirando.

A proposito dei tuoi compagni di squadra, cosa pensi di loro?

I miei compagni di squadra sono dei grandi. Io sono il più piccolo, forse il più piccolo di tutta la delegazione italiana. Ho passato bellissimi momenti con loro non solo in gara ma anche nel villaggio e quando potevamo rilassarci un po’ lontano dalle competizioni, sono davvero uno spasso. Dal punto di vista schermistico sono bravissimi e molto esperti: il potente Massi Murolo è alla sua terza Universiade e ha raccolto grandi soddisfazioni vincendo 3 argenti a squadre e due bronzi individuali. Gigi Miracco, oltre a essere simpaticissimo, è esperto di questa gara, essendo alla sua seconda Universiade. Ha vinto 2 medaglie di argento a squadre e un argento individuale. Poi c’è il grandissimo Nuccio che come me è alla sua prima Universiade ma essendo assoluto, ha fatto quest’anno una bellissima stagione in Coppa del mondo ottenendo una finale di 8 a Budapest e un terzo posto al trofeo Luxardo.

Per chi non conosce Francesco D’Armiento, quando hai iniziato a fare scherma e come mai hai scelto la sciabola? Cos’ha quest’arma in più rispetto alle altre secondo te?

Fin da quando ero piccolo e avevo 2-3 anni andavo sempre in giro con la sciabola di plastica e la maschera di Zorro. La portavo ovunque, anche al mare. Ho delle foto con me nella ciambella a riva e la sciabola in mano! All’età di sei anni un amico di mio padre consigliò di portarmi al Circolo schermistico Dauno di Foggia. Così invece di “bacchettare” i miei genitori con la sciabola di plastica, potevo divertirmi nella palestra di scherma dove ancora oggi mi alleno. Adoro la sciabola perchè è l arma più veloce, bisogna decidere tutto in attimi e le decisioni spesso vengono suggerite dall’istinto e dalle sensazioni che ha in pedana l’atleta. In quest’arma ha molta importanza la fusione di tecnica e preparazione atletica oltre che la mente che ha un ruolo fondamentale in tutta la scherma. Fare scherma è un pò come giocare a scacchi con i muscoli.

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Foto di Augusto Bizzi

Quali sono stati i risultati più importanti o i momenti che ricordi con più piacere sinora nella tua carriera sportiva?

Finora ho vinto 4 Campionati Italiani (under 14, 2 Under 20 consecutivi e un Assoluto a squadre). A livello internazionale ho vinto la medaglia di bronzo individuale e l’oro a squadre agli Europei Under 20 di Budapest 2013 e la medaglia di bronzo individuale e l’ argento a squadre al Mondiale Under 20 a Porec 2013. Ed ora questo risultato qui a Kazan. Ogni vittoria si ricorda con con piacere e ogni podio è sempre un ricordo emozionante.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Dopo Kazan ci sono i ritiri premondiale con la Nazionale Assoluta e poi un po’ di pausa prima di rimetterci al lavoro con il mio maestro Marco Siesto, il mio preparatore atletico Paolo Fiore e il mio dietologo Atanasio de Meo, per preparare la prossima stagione.

A proposito di nazionale assoluta, ad agosto (dal 5 al 12) ci saranno in Ungheria i mondiali di scherma. Cosa dobbiamo aspettarci a Budapest dalla squadra di sciabola italiana, sia al maschile che al femminile?  Su chi punteresti?

Sicuramente sia dalla squadra maschile che da quella femminile l’Italia si aspetta il meglio. Per la squadra maschile, i 4 atleti in gara faranno di tutto per poter bissare il bottino, o perché no anche aumentarlo, del Mondiale di Catania. Nella gara a squadre sicuramente punteranno a vincere l’oro, essendo una squadra fortissima con atleti di valore olimpico come Aldo Montano Diego Occhiuzzi , Gigi Samele e il nuovo entrato in squadra (trionfante possiamo dire, visto il bronzo vinto agli europei di Zagabria) Enrico Berrè. Per quanto riguarda le donne io credo che, come per la sciabola maschile, cercheranno di puntare a medaglia sia nell’individuale che a squadre.

Le Olimpiadi sono un sogno nel cassetto? 

Credo che l’Olimpiade sia un sogno nel cassetto per tutti gli sportivi e come tutti gli sportivi…un po’ di scaramanzia non fa mai male. Speriamo che un giorno questo cassetto io lo possa spalancare.

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