Canottaggio — 3 novembre 2013 at 14:00

Vincenzo Abbagnale ‘il successo è una lunga pazienza’ – Vita da canottiere (ep.1): “Vi racconto il mio 2013”

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Salve a tutti, sono Vincenzo Abbagnale, ho 20 anni e sono un canottiere italiano. Ho accettato di scrivere su questo bellissimo sito, Cerchi di Gloria, perchè si occupa a 360 gradi di Olimpiadi e di sport olimpici, a cui si vuole dare maggiore visibilità proprio grazie a noi atleti che gareggiamo in discipline considerate ingiustamente “minori” solo per la poca visibilità che hanno rispetto ad altre.

1380208_10202343285172354_169946125_nIl mio obiettivo sarà raccontare cosa vuol dire fare canottaggio, facendo vedere attraverso le mie parole, come ci si prepara per competere e cosa c’è dietro un atleta che pratica questo sport, forse tra i meni remuneranti di tutti, ma sicuramente, è tra i più duri in assoluto. Ho scelto come titolo della mia rubrica la frase “il successo è una lunga pazienza”, affissa al muro del mio circolo dal dottor La Mura, ai tempi di mio padre e mio zio, per convincerli che allenarsi con dedizione avrebbe avuto i suoi effetti. Inizerò oggi, cercando di raccontarvi cosa è successo nel mio 2013

La stagione agonistica si è conclusa da poco. E’ stato un annata fantastica, pieno di sofferenze, di fatiche, di viaggi via da casa, ma soprattutto è stato ricco di soddisfazioni, a testimonianza del fatto che se ci si allena, se si lavora duramente, queste arrivano sempre. Il 2013 è stato il primo anno del quadriennio, iniziato molto bene, che ci porterà ai Giochi Olimpici di Rio 2016, dove naturalmente spero di esserci, ma ovviamente nessuno me lo garantisce, anzi!

Avendo 20 anni, faccio parte ancora della categoria ” Under 23“, ma fin dall’inizio della stagione i tecnici federali hanno voluto credere in me come uno di quei giovani su cui sperano di poter contare in futuro. In realtà, ci credevano più loro che potessi fare già parte della nazionale assoluta, che io stesso. Per questo hanno deciso di convocarmi dall’inizio dell’anno a tutti i ritiri con la squadra ” Senior A” e da quel momento farmi allenare come si deve.

554622_10202343305732868_1927181126_nCon il passare del tempo, e allenamento dopo allenamento si notava già una bella crescita anche di tutti i miei tempi, sia al remoergometro (un simulatore di barca e uno degli attrezzi più importanti per gli allenamenti di canottaggio soprattutto quando non si può uscire fuori in barca), sia sulla corsa, sia in barca. Con il passare del tempo ho cominciato a crederci sul serio, e a convincermi che forse in quella squadra assoluta ci potevo rimanere davvero.

Nelle prime nazionali selettive e valutative, in cui praticamente tutta la squadra ha combattuto l’uno contro l’altro per mettersi in mostra, sono riuscito ad andare sul podio, un ottimo risultato che mi ha fatto guadagnare il posto per gli Europei sull’ammiraglia dell’ 8 con. Lì però le cose non sono andate molto bene e siamo arrivati ottavi.

E’ poi arrivato il mio 12mo titolo italiano ai Campionati nazionali “under 23” insieme ai miei compagni Giovanni Abagnale ed Enrico D’aniello e con la stagione che entrava sempre più nel vivo, sono diventati più lunghi e più frequenti i ritiri, tanto che si passava più tempo a Piediluco che a casa.

1379247_10202343285452361_844407579_nAl ritorno dalle Coppa del Mondo a Lucerna,  il tempio del canottaggio mondiale, dove sono arrivato settimo sempre sull’ammiraglia, ho saputo dagli allenatori federali che avrei gareggiato ai Mondiali Under 23. Questo voleva dire che dovevo raggiungere i ragazzi, già in raduno a Sabuadia da un bel pò e preparare la mia barca in 5 giorni. Ho gareggiato nel 4 con assieme a Massimiliano Rocchi, Mario Cuomo, Luca Parlato, con timoniere Andrea Kiraz. La barca aveva buone velocità anche se con poco allenamento e al mondiale di Linz, in Austria, siamo andati con molta speranza e voglia di vincere, riuscendo a ottenere il titolo iridato.

Io e Luca Parlato siamo stati riconvocati per la nazionale assoluta e quindi siamo dovuti partire subito da Linz per tornare a Piediluco, senza neanche goderci il nostro titolo e magari festeggiare un pò. In Umbria ci aspettava una selezione per il mondiale, una gara secca contro altri due ragazzi, più grandi di noi e molto forti,  Andrea Palmisano e Giuseppe De Vita, entrambi olimpici. Chi vinceva avrebbe partecipato al mondiale in Corea nella specialità del Due Con. Con una bella gara siamo riusciti a vincere su di loro e a guadagnarci il pass.

561856_10202343285852371_1344915579_nDa quel momento la pressione si è iniziata a far sentire perchè avrei gareggiato nella specialità in cui mio padre e mio zio avevano vinto tutto quello che c’era da vincere, 2 ori olimpici + un argento e 7 titoli mondiali. Anche Luca sentiva la pressione di quei risultati che ora toccava mantenere a noi, senza contare che il mondiale si svolgeva proprio in Corea, dove i “Fratelli Abbagnale” avevano vinto il loro secondo oro olimpico; sapevamo che la cosa avrebbe fatto notizia, ma cercavamo di non pensarci e tenere la testa piantata sul nostro obiettivo.

A Chungju, è successo ciò che speravamo, la nostra bellissima vittoria mondiale. La gioia era tanta era il secondo titolo mondiale, e proprio nella nazione, dove 25 anni prima mio padre aveva vinto un olimpiade, nella stessa specialità.

(clicca qui per leggere l’intervista fatta proprio 24 ore dopo l’oro ai Mondiali)

558817_10202343323293307_1102294091_nIo e i miei compagni abbiamo visitato Seul prima di tornare a casa e rilassarci completamente dopo una lunga stagione come questa. Siamo tornati in acqua per i Campionati Italiani, dove abbiamo conquistato “solamente” una medaglia di argento per il troppo poco allenamento.

Ora, dopo questo periodo di stallo (il nostro DT lo chiama periodo di “Riposo Attivo), in cui si fanno tante cose alternative alla barca e con molta scioltezza rispetto ai carichi della preparazione, riprenderanno tutti i ritiri perchè bisogna preparare il Mondiale 2014 e quindi si ricomincerà con i carichi pesanti e gli allenamenti durissimi. Per questo mi sto godendo gli ultimi giorni di (relativamente) relax o almeno di allenamento un pò più blando a casa.

A pensare che tra poco  riprenderemo con la sveglia alle 5, l’allenamento con il freddo e il maltempo, e con i carichi invernali che sono i più brutti verrebbe da essere tristi, ma conoscendo bene gli obiettivi, e avendo solamente assaporato il canottaggio di alto livello.. Bisogna lavorare di più!

Vi terrò aggiornati qui, appuntamento alla prossima!

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