Canottaggio — 31 agosto 2013 at 15:35

Vincenzo Abbagnale si racconta a “Cerchi di Gloria” a 24 ore dal titolo mondiale nel due con

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© Canottaggio.org - ph mimmo perna

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Con l’oro vinto ieri nel due con ai Mondiali di Canottaggio 2013, in svolgimento in Corea del Sud a Chungju, un altro Abbagnale è tornato a conquistare un titolo iridato, proseguendo nella tradizione di una famiglia che tanto ha regalato allo sport italiano.

Vincenzo, classe 1993, è figlio di Giuseppe Abbagnale, oggi Presidente della Federcanottaggio e componente, insieme al fratello Carmine e al timoniere Peppiniello Di Capua, dell’indimenticabile due con, capace di vincere 2 ori e un argento alle Olimpiadi, oltre a 7 titoli Mondiali, il tutto con il sottofondo delle telecronache (passate alla storia della tv) di Giampiero Galeazzi.

Dopo aver vinto quest’anno ai Mondiali under 23 nel quattro con, Vincenzo è arrivato all’oro iridato nella stessa barca del padre, assieme a Luca Parlato ed al timoniere Enrico D’Aniello. Lo abbiamo contattato all’indomani del trionfo mondiale ed abbiamo realizzato questa intervista con lui, per far conoscere meglio al pubblico italiano il nuovo Abbagnale del canottaggio azzurro.

 

A 24 ore di distanza da una splendida vittoria, qual’è il tuo stato d’animo ripensando a quanto accaduto ieri?

Un misto di emozione e gioia! Siamo riusciti a raggiungere un bellissimo traguardo vincendo due mondiali nel giro di un mese. In più ci arrivano complimenti da tutta la città e da tutta Italia, questo mi sta facendo davvero emozionare perchè per la prima volta sento ,anche le persone estranee a questo sport, molto vicine a noi… È davvero molto bello.

Raccontaci la gara,  qual’è il momento in cui hai capito che potevate vincere?

Sapevamo di avere delle buone velocità, e siamo andati in gara consapevoli di poter fare bene. Ieri abbiamo avuto un problemino in partenza, quella che di solito è il nostro punto di forza. Non essendo riusciti a scappare tanto fuori agli altri, ho pensato che non potevo sbagliare niente, per cui ho dovuto puntare su un passo leggero e prepotente allo stesso tempo. Quando a metà gara mi sono girato e ho guardato i tedeschi che avevano appena concluso un attacco, ho chiamato un via deciso e lì ce ne siamo andati, demoralizzandolì. In quel momento ho pensato che non mi sarei più fatto riprendere per nessuna ragione.

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Io, Luca ed Enrico ci conosciamo ormai da tanti anni, compagni di squadra da sempre anche se Luca da 3 anni è entrato nel corpo della Marina Militare. Luca è un compagno su cui so di poter sempre contare nei momenti decisivi, come in questa gara. Abbiamo una grande intesa anche al di fuori della barca. Enrico è un ottimo timoniere che sta crescendo sempre di più. Antonio La Padula gli ha messo un timone in mano ad appena 12 anni quindi, ne ha fatta di esperienza ed è una persona davvero grintosa, dote essenziale per un timoniere di alto livello. Prima della partenza ci siamo solamente detti: “andiamoci a prendere il titolo”, tutti e tre lo volevamo troppo per poterlo lasciare agli altri.

Quest’anno hai vinto anche il titolo mondiale under 23 nel 4 con, come è nata la scelta del due con per il mondiale coreano?

Io e Luca eravamo nel giro della squadra senior già dall’inizio dell’anno. Gli allenatori federali hanno voluto scommettere su di noi. Per gli under avevamo messo su, un 4con insieme a Massimiliano Rocchi e Mario Cuomo in appena 5 giorni, perchè ero appena rientrato dalla Coppa del Mondo senior a Lucerna…ci è andata bene!

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Cosa ti ha detto tuo padre dopo la gara e quanto è stato emozionante il momento del vostro incontro?

E’stato molto emozionante. Era emozionato lui ed ero emozionato io.. Non so chi lo sia stato di più,mi ricordo solo che lo eravamo entrambi! Ma non ci siamo detti granchè, mi ha fatto i complimenti, ci siamo capiti solo con gli sguardi.

Non eri ancora nato quando tuo padre scriveva la storia dello sport italiano insieme a suo fratello Carmine. Sicuramente avrai avuto modo di rivedere quelle imprese, che effetto ti fa sapere di poter provare a proseguire la tradizione della tua famiglia che ha regalato grandi campioni allo sport italiano?

È presto per poter parlare così, a dire il vero non so nemmeno se potremo mai parlarne. Mio padre e i miei zii hanno scritto la storia del canottaggio italiano e mondiale vincendo Mondiali e Olimpiadi. Sono leggende mentre io sono un ragazzo come altri che cerca di fare il proprio meglio ogni giorno. So che per raggiungere quei traguardi dovró sudare tanto e ogni giorno, perchè mi hanno insegnato che il successo è una lunga pazienza, e non è sicuro che arrivi.

Come e quando è nata la tua storia agonistica con il canottaggio? E’ una passione che è nata da te o anche grazie all’amore della tua famiglia verso questo sport?

Ho cominciato a remare nel 2004. Ovviamente chi nasce maschio nella mia famiglia è destinato almeno a provare. Ma non mi hanno spinto, ho voluto provare da me, poi arrivando secondo alla mia prima gara da bambini non ho accettato di perdere e da li sono rimasto “colpito”…

Che obiettivi ti poni per la tua carriera e cosa pensi di fare nel triennio pre olimpico?

Il mio obiettivo è arrivare più in alto che posso. È appena cominciato un nuovo quadriennio e per me è cominciato bene, ma non basta. Io cerco di fare sempre il passo più lungo che posso, poi si vedrà..

© Canottaggio.org - ph mimmo perna

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Il due con non è purtroppo dal 1996 una barca olimpica, Rio 2016 è un tuo obiettivo? In quali altre barche olimpiche senti di poter essere adatto e perchè?

Purtroppo è così, il due con non è più specialità olimpica dal 1996 e mi dispiace molto perchè a mio avviso è una delle specialità più suggestive. In tutti gli anni pre e post-olimpici è un po diverso, anche le specialità non olimpiche diventano competitive perchè sono sempre Mondiali assoluti e le nazioni cercano di vincere in più barche possibili. Il mio posto da qui a Rio sarà dove i tecnici riterranno più adatto a me. Io sono disponibile sempre per qualsiasi cosa.

Cosa pensi della squadra azzurra in generale, che gruppo sta nascendo verso Rio 2016?

La squadra azzurra sta rinascendo, con la nuova gestione e i diversi metodi di allenamento andiamo in gara convinti di potercela giocare alla pari con il mondo. In vista di Rio io vedo una squadra Italiana forte e competitiva dappertutto.

Al di là della vittoria, cosa ti sta insegnando questa esperienza dei Mondiali in Corea?

È il mio primo mondiale assoluto ed essendo ancora nella categoria inferiore sto cercando di crescere e fare più esperienza che posso. Questa esperienza in particolare mi ha fatto conoscere l’alto livello del canottaggio mondiale, ed è un livello davvero alto. Io ci credo, e spero di arrivare a competere con i più forti atleti al mondo.

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