Atletica — 29 agosto 2013 at 16:55

Intervista esclusiva con Eleonora Anna Giorgi: “il risultato ai Mondiali di Mosca, punto di partenza verso nuovi traguardi”

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Foto Colombo/FIDAL

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I Mondiali 2013 di Atletica si sono chiusi a Mosca lo scorso 18 agosto. La rappresentativa italiana è tornata a casa con una bella medaglia d’argento, vinta nella maratona femminile da Valeria Straneo. Dalla marcia, che ha regalato tante soddisfazioni allo sport azzurro, non sono arrivate medaglie in questa circostanza ma, nella gara della 20km femminile, ci si è andati vicino con il quinto posto della veterana Elisa Rigaudo.

In gara per l’Italia c’erano anche le giovani Antonella Palmisano (13esima) ed Eleonora Anna Giorgi che ha chiuso al decimo posto nella sua prima rassegna iridata, dopo aver vinto a giugno, l’oro nei Giochi del Mediterraneo, a Mersin, in Turchia. Proprio con lei abbiamo avuto l’occasione di parlare, affrontando in questa intervista, diversi temi tra esperienze personali, situazione della marcia italiana, Atletica, Olimpiadi e sport in generale.

 

Dopo la vittoria ai Giochi del Mediterraneo hai ottenuto il 10mo posto ai Mondiali di Mosca, sei soddisfatta del risultato? era quello che ti eri prefissata e che sensazioni hai avuto in gara?

Si, sono molto soddisfatta di essere nella top 10 mondiale. Il mio obiettivo era migliorare il 14esimo posto ottenuto alle Olimpiadi di Londra nel 2012. L’unico rammarico è non aver centrato il personale per una manciata di secondi. In gara ho avuto buone sensazioni, riuscendo ad andare in progressione.

Foto Colombo/FIDAL

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Consideri questo risultato come un punto di partenza importante per la tua carriera sportiva?

Sicuramente è un punto di partenza verso nuovi traguardi, anche se ho ancora molta esperienza da fare.

Cosa hanno in più le russe e soprattutto la campionessa olimpica 2012 e mondiale 2013 Lashmanova?

In questo momento le russe sono le più forti, forse perché vengono avviate allo sport fin da piccole ed hanno un centro di marcia molto attrezzato e rinomato a Saransk. Esiste una cultura dello sport molto diversa e premiante, rispetto a quello che avviene in altri paesi.

Si è parlato molto dell’atmosfera un pò fredda nello stadio di Mosca, tu che impressione hai avuto, vivendo il mondiale da atleta?

Durante la mia gara non è sembrato freddo, lo stadio era molto grande ed imponente. La marcia prevedeva la partenza e l’arrivo in pista ed il pubblico ci ha applaudito ad ogni ingresso nello stadio. Mi ha emozionato molto.

Foto Colombo/FIDAL

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L’Italia ha chiuso con una medaglia d’argento, che opinione hai di quanto fatto da tutti voi azzurri a Mosca?

Siamo una squadra giovane che deve fare ancora molta esperienza. Sicuramente nei prossimi appuntamenti vedremo i risultati.

La marcia richiede grande dedizione negli allenamenti e fatica in gara, come sei approdata a questa specialità e quanta parte delle tue giornate occupa?

Ho iniziato a marciare nel 2007 a causa di una tendinite che mi impediva di correre. Ogni gara era una nuova sfida fino ad arrivare alle Olimpiadi di Londra, il mio sogno da quando ero bambina. Solitamente faccio uno-due allenamenti al giorno a seconda degli impegni agonistici ed universitari, dato che frequento il quinto anno di Economia alla Bocconi.

Quali sono le caratteristiche che fanno di un marciatore il marciatore ideale?

Non ci sono caratteristiche standard, chiunque può marciare a seconda delle proprie capacità. La cosa più importante è avere molta dedizione, impegno e costanza.

Grazie a voi sono arrivate tante medaglie e soddisfazioni per lo sport italiano, come vedi il futuro della marcia azzurra nei prossimi anni? 

La squadra di marcia sia femminile che maschile sta crescendo. Siamo molti ambiziosi. Anche i giovani stanno migliorando molto velocemente. Speriamo di continuare la tradizione.

A distanza di più di un anno ormai dal caso Schwazer, se ne parla ancora, cosa ti senti di dire a riguardo?

Senza dubbio posso dire che preferisco si parli di atletica e degli atleti che gareggiano in questo momento.

Foto Colombo/FIDAL

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Parlando di Olimpiadi, la tematica del nostro sito, a Londra 2012 hai partecipato per la prima volta ai Giochi, raccontaci la tua esperienza e le emozioni che hai provato in quei giorni

La mia prima Olimpiade è stata una bellissima esperienza. Stavo realizzando il mio sogno di quando ero bambina. Mi è piaciuto tantissimo vivere nel villaggio Olimpico con gli atleti di tutte le nazionalità e di tutti gli sport. Si respirava un’aria magica.
Durante la gara c’era tantissima gente lungo il percorso, vicino Buckingham Palace, si sentivano urla in tutte le lingue del mondo. Solo verso la fine sono riuscita a capire dove si trovavano i miei genitori ed i miei amici. Ho partecipato anche alla cerimonia di chiusura e posso dire che Londra 2012 sarà un ricordo che conserverò per tutta la vita, spero il primo di una lunga serie.

Guardando al futuro invece, tra poco meno di 3 anni sarà il momento di Rio 2016, quale è il tuo obiettivo per quella gara e come intendi preparati in questo trienno?

Rio 2016? Spero di migliorare qualche posizione ad ogni gara fino a…

Foto Colombo/FIDAL

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Che rapporto hai con gli altri sport olimpici?  Ti piacciono e ne segui qualcuno in particolare?

Mi piacciono e li seguo, facendo sempre il tifo per gli azzurri. Da piccola ho provato tante discipline diverse: karatè, sci, nuoto, pallavolo, fino ad approdare all’Atletica, la regina di tutti gli sport. Me ne sono innamorata e non l’ho più lasciata.

Riguardo invece le altre specialità dell’atletica? Se non avessi fatto marcia, quale ti sarebbe piaciuto scegliere?

Mi sarebbe piaciuto fare mezzofondo. Durante l’inverno faccio ancora qualche allenamento di corsa e partecipo anche ad alcune gara su strada.

Cosa pensi di Usain Bolt, l’uomo simbolo dell’Altetica mondiale?

Non l’ho mai conosciuto di persona, ma sembra molto simpatico e disponibile. Ha costruito un’immagine vincente. Quest’anno ha vinto tutto, ma è sembrato più umano.

Una curiosità per chiudere, visto che stiamo seguendo sul nostro sito le notizie relative, se tu fossi un membro del CIO e dovessi scegliere la sede delle Olimpiadi 2020 tra Tokyo, Istanbul e Madrid, quale sceglieresti e perchè?

Mi piace molto viaggiare ma non ho visitato nessuna delle tre città. Sceglierei Madrid per il clima, il cibo ed il fuso orario…e poi molti italiani riuscirebbero a raggiungere la Spagna con facilità, per tifare tutti noi atleti.

il video omaggio di “Cerchi di Gloria” a tutti i vincitori dei Mondiali di Atletica 2013 a Mosca:

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