Road to Sochi 2014 – Valentina Marchei ep.3: “La lunga estate verso le Olimpiadi”

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slide 1Alle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 mancano oggi esattamente 200 giorni ma per tutti gli atleti, è già partito il lungo cammino verso i Giochi. Con “Road to Sochi 2014” (clicca qui per saperne di più) seguiremo, direttamente dalla loro prospettiva, l’avvicinamento all’appuntamento più importante in una carriera sportiva.

Tra questi Valentina Marchei che insegue il sogno della sua prima partecipazione olimpica, nel pattinaggio artistico. L’abbiamo seguita nella scorsa stagione in cui ha ottenuto un bellissimo quarto posto agli Europei di Zagabria (clicca qui per il videoracconto) prima di uno sfortunato Mondiale in Canada. Ecco direttamente dalle sue parole, cosa è successo dalla fine della stagione, sino ad oggi:

Sembra ieri e invece sono passati tre mesi dalla fine della scorsa stagione agonistica. Mi sono presa del tempo per tirare il fiato, facendo altro, pensando ad altro e, tutto sommato, divertendomi non poco a dedicarmi finalmente a qualcosa di diverso. Quella che si è chiusa a fine aprile è stata una stagione spettacolare e quella che viene promette altrettanto bene.

Ho imparato molte lezioni, ho incassato dei colpi (molto pochi stavolta) e vissuto emozioni uniche. Emozioni diverse, vissute nel segno della maturità, perché gli anni passano e la percezione di quello che fai, dei risultati che ottieni, cambia non poco.

Valentina al Colosseo

Valentina al Colosseo

Due mesi in Italia mi hanno rigenerata e al tempo stesso saturata, perché, come al solito quando torno a casa voglio fare quello che per mesi a Detroit non mi riesce: fare le visite mediche obbligatorie, richiedere documenti, vedere tutti gli amici, tenere i contatti con l’università (Sochi si avvicina ma anche la laurea…), andare a pattinare un po’ in giro per non perdere il gusto di respirare l’atmosfera del ghiaccio, visitare un po’ della nostra bella Italia (magari anche con i miei genitori che non vedo mai). Stavolta ho vissuto bei momenti a Roma. Mi era già nel cuore, ma i giorni passati con i giovani pattinatori della Capitale e le loro famiglie sono stati particolarmente gradevoli.

con la ginnasta Elisa Santoni

con la ginnasta Elisa Santoni

E poi è ricominciata la preparazione. Giulia Staccioli (già ginnasta olimpica) ed Eva D’amore (anch’essa atleta olimpica ed ex allenatrice delle mitiche Farfalle) hanno avuto dei ruoli fondamentali negli allenamenti iniziali, primi passi verso le Olimpiadi. Due mesi di lavoro orientato verso il miglioramento dell’elasticità muscolare, quello che le ginnaste fanno quotidianamente e che io ho affrontato in maniera molto seria, anche se con prestazioni decisamente più modeste di quelle splendide atlete che tutto il mondo c’invidia.

pattini

i nuovi pattini

Infine un altro step fondamentale: il cambio dei pattini. Una routine classica di questo periodo. Speri sempre di riuscire a “smollarli”, cioè ad ammorbidirli, in poco tempo, perché all’inizio è già difficile tornare sul ghiaccio dopo il lavoro a secco e se ci metti anche un paio di pattini nuovi, inevitabilmente rigidi, la cosa si complica. Adesso che ho inaugurato la moda di tempestarli di strass luccicanti e colorati, quanto meno ho una forma di divertimento che me li fa amare di più sin dalle prime volte che li calzo.

Ormai sono rientrata alla base, cioè a Detroit, da un mese abbondante. Curioso: quando sono di là dell’oceano ho sempre una gran voglia di tornare a casa, ma una volta a casa devo ammettere che i miei compagni e l’atmosfera americana mi mancano molto. Il lavoro duro è già iniziato e a ben guardare non mi sono ancora concessa una vacanza vera, anche se durante l’allenamento estivo mi sto prendendo tanti piccoli weekend che mi consentono di respirare e di vivere la settimana come una ragazza normale, di quelle che si concedono qualche uscita, la pizza, il gelato, lo studio e tanti amici.

A Bloomfield Hills siamo proprio un bel gruppo, tutti belli stanchi in questi momenti di carico, ma sereni perché la tensione delle gare è ancora lontana.libero

Dopo una settimana in cui abbiamo lavorato solo pezzi di programma, venerdì ho provato ad arrivare fino alla fine. La prima volta c’è sempre un pò di paura, di non arrivare fino alla fine, di fare un disastro o di “schiattare” in mezzo al programma…risultato: non è andato niente male, certo c’è ancora tanto lavoro da fare ma ho la sensazione che questo programma piacerà a molti e mi divertirò un sacco quest’anno a crescere insieme a lui !!

Il tempo atmosferico del Michigan non ci ha ancora regalato molto sole, quindi niente abbronzatura. Poco importa, ci lavorerò dopo Sochi. Questa estate è importante per altri motivi. Non sono sola e il percorso sembra meno difficile.

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