Road to Sochi 2014, SOCHI 2014 — 2 giugno 2013 at 08:26

Road to Sochi 2014: Raffaella Brutto ep.2 “diario dai Mondiali di Stoneham”

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Campionati mondiali di Snowboard 2013 hanno avuto luogo in Canada, a Stoneham. Nell’appuntamento più importante della stagione Raffaella Brutto ha raggiunto la finale nello snowboard cross, chiudendo al sesto posto e dimostrando di essere tra le migliori interpreti femminili di questa specialità. Nel nuovo episodio della sua “Road to Sochi 2014”,  ha parlato proprio dell’esperienza iridata.

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pubblicato il 31 gennaio 2013

Se sei in seggiovia e i tuoi denti battono incontrollabili, se quando scendi per le piste ti sembra di aver perso il naso, se ti sembra che i tuoi piedi siano staccati dal tuo corpo, allora sei arrivato a Stoneham.

Sembra inverosimile che siamo solo a 600 metri sul livello del mare perchè si congela qui dove si svolgono i Mondiali 2013. Dopo l’edizione di due anni fa a La Molina, in Spagna, dove gareggiavamo con un tempo quasi estivo, ora siamo in Quebec dove invece l’inverno sembra non finire mai.

Quest’anno i coach hanno deciso di farci un grosso regalo affittando due villette sulle piste da sci, invece di alloggiare nei grandi hotel in centro a Quebec City, come tutte le altre squadre. È un grosso vantaggio, sia per noi che per gli skiman. Possiamo alzarci con calma, perché non abbiamo 30 minuti di macchina per arrivare alla pista di gara, ma solo metterci la tavola ai piedi e prendere la seggiovia. Gli skiman invece hanno potuto testare tutto il tempo necessario, e prepararci le tavole da gara un attimo prima della partenza, cosa che non avrebbero potuto fare se fossimo stati in città. Con noi è venuto anche Federico Raimo, ex atleta che ha partecipato all’Olimpiade di Vancouver 2010. Ha la passione per la cucina, e così è stato ingaggiato per farci da cuoco. Alla mattina tipica colazione americana con uova e bacon, la sera invece tipica cucina italiana. In pratica non sembrava nemmeno di essere in un altro continente!

La pista è molto bella, dopo la partenza c’è una serie di 5 salti in rettilineo, l’ultimo dei quali è lungo ben 18 metri! Nella prima run di qualifica sono caduta, mi sono tolta immediatamente dalla pista, e sfilandomi il casco mi sono accorta che si era rotto! Che brutta cosa. Avevo paura che iniziasse a girarmi la testa, come era successo lo scorso anno a Blue Mountain. Non nascondo che ho pianto tantissimo: ero veramente agitata e non volevo buttare via il mio mondiale così. Sono stata al bar con il dottore e Gigi (il fisio) che mi hanno tranquillizzata e visitata. Nel frattempo è arrivato il casco di Emanuel Perathoner, così mi sono messa in seggiovia e sono partita per la seconda run…più concentrata che mai, volevo vivere ogni millesimo di secondo su quella pista, perché era troppa la paura di perdere coscienza.

Sono arrivata in fondo col sesto tempo assoluto, a pari merito con Michela Moioli, ma per regolamento sono finita 13esima. Non male, sono stata felicissima, infondo non sono una che guarda i risultati e nemmeno molto i tempi. So che le batterie sono diverse e sopratutto mi piace combattere a contatto con le altre. Quindi, una posizione vale l’altra, basta stare nelle 24.

Sabato, il giorno delle finali, il clima sembrava quasi caldo visti i – 15 in confronto ai -22 del giorno di qualifica. Dopo una mattinata in preda all’agitazione, il giro di training prima della gara è andato bene, e finalmente mi sono tranquillizzata. In testa il mio nuovo casco, orribile, comprato in un negozio a Quebec City. Ne ho scelto uno che non mi piace semplicemente perché era l’unico che mi andava, dopo 3 negozi visitati. Ho comprato un xxs, forse è anche una taglia da bambino!!

La prima batteria dei quarti di finale è stata molto combattuta. La partenza che stranamente mi veniva sempre bene, mi è venuta malissimo, e così mi è toccato combattere! Sono arrivata al fotofinish con la giapponese Yuka Fujimori. É stata durissima e battagliatissima! L’ho avuta vinta io. In semifinale la mia partenza è stata ottima e mi sono qualificata agevolmente per la finale, dove però non ho dato sicuramente il meglio di me e dopo una cauta sul salto 5, ho perso ogni possibilità di giocarmi un posto sul podio.

Sono abbastanza soddisfatta del mio risultato, anche se mi sarebbe piaciuto lottare di più in finale. Penso che questo sia il risultato che merito perché non ho fatto una gara perfetta. Se non sono arrivata sul podio è proprio perché mi è mancato qualcosa. Voglio migliorami ancora e non vedo l’ora di gareggiare venerdì e sabato a Blue Mountain, nella 3a tappa di Coppa del mondo. So che posso fare di meglio, e non vedo l’ora di dimostrarlo.

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