SOCHI 2014 — 22 agosto 2013 at 17:00

Il primo ministro russo rassicura il CIO per Sochi 2014, rispetto la controversa legge “anti-gay”

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159335192In una lettera indirizzata a Jean Claude Killy, olimpionico nello sci ed a capo della commisione di coordinamento per i Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014, il primo ministro russo Dmitry Kozak ha fornito al CIO rassicurazioni, rispetto alle polemiche (clicca qui per leggere l’articolo a riguardo), sorte negli ultimi giorni, relative alla cosidetta legge “anti-gay” che vieta in Russia la propaganda e l’ostentazione dei rapporti definiti non tradizionali.

La Russia si è impegnata a rispettare rigorosamente le disposizioni della Carta Olimpica e dei suoi principi fondamentali, ai sensi del punto 6 di cui -ogni forma di discriminazione nei confronti di un paese o di una persona per motivi di razza, religione, politica, genere o altro è incompatibile con l’appartenenza al Movimento Olimpico-

La Federazione Russa garantisce, nella sua interezza, l’adempimento dei suoi obblighi al Comitato Olimpico Internazionale nella sua interezza. In particolare, la nostra legislazione non specifica su eventuali restrizioni o differenziazione dei diritti e delle responsabilità dei cittadini, sulla base dell’orientamento sessuale. La discriminazione contro le minoranze sessuali, così come ogni altra discriminazione, è espressamente vietato dalla Costituzione della Federazione Russa“, questi i passaggi chiave della lettera inviata da Kozak.

La rassicurazioni sono arrivate dopo che il presidente del CIO Jacques Rogge aveva avvertito sul fatto che non ci sarebbero dovute essere discriminazioni nei confronti degli atleti gay alle Olimpiadi e dopo la richiesta di ulteriori chiarimenti, per conoscere in che modo avrebbe inciso, a Sochi 2014, questa controversa legge.

Il CIO è chiaro, lo sport è un diritto e deve essere accessibile a tutti senza distinzione di razza, sesso o orientamento sessuale“, questo quanto dichiarato oggi da Rogge, che ha aggiunto “I giochi stessi dovrebbero essere aperti a tutti, senza discriminazioni, questo vale tutti, spettatori, funzionari, media e atleti. Ci opporremo in modo assoluto a ciò che possa compromettere questo principio“.

Da quando è stato firmata dal presidente russo Vladimir Putin nel mese di giugno, la cosidetta legge “anti-gay” ha scatenato l’indignazione degli omosessuali e diverse polemiche a livello internazionale che hanno portato sino al punto, addirittura, di lanciare appelli al boicottaggio per le Olimpiadi e Paralimpiadi di Sochi 2014.

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