SOCHI 2014 — 19 agosto 2013 at 15:00

Carenza di pubblico ai Mondiali di Mosca e legge “anti-gay”, il comitato di Sochi 2014 non si spaventa

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hoilI Mondiali di atletica si sono conclusi ed il prossimo grande evento sportivo internazionale, ospitato dalla Russia, saranno proprio i Giochi Olimpici Invernali a Sochi, dal 7 al 23 febbraio 2014.

A Mosca gli spalti, salvo le ultime serate di gara, non sempre hanno offerto un bel colpo d’occhio, presentando alcuni spazi vuoti nelle sessioni pomeridiane ed un ambiente quasi deserto al mattino. Alcuni atleti sono rimasti sorpresi e si sono lamentati di questo e non è la prima volta che accade con gli eventi sportivi organizzati sul suolo russo.

Stuzzicato sulla questione, il Comitato Organizzatore di Sochi 2014 si è detto convinto che tale problema non si ripeterà per l’Olimpiade: “Stiamo facendo tutto il possibile per far sì che il maggior numero possibile di spettatori possa assistere ai Giochi 2014 e supportare i propri atleti. Attualmente la richiesta di biglietti sta sorpassando le aspettative, e c’è tanto interesse anche per i nuovi eventi di gara”.

Oltre ai dubbi sulla presenza del pubblico (che preoccupano anche la FIFA per i Mondiali di calcio 2018) si è poi sollevato un gran polverone mediatico internazionale, proprio nei giorni dell’atletica a Mosca, sulla questione della cosidetta legge “anti-gay” che, approvata dal parlamento russo, sostanzialmente vieta la propaganda e l'”ostentazione” dei rapporti definiti non tradizionali, rendendo di fatto difficile la vita per gli omosessuali in quella nazione.

C’è chi come l’americano Nick Symmonds (argento negli 800 metri) o come la svedese Emma Green Tregaro (saltatrice in alto), ha provato ad accennare un segnale di protesta (dedica ai gay in un caso e unghie color arcobaleno nell’altro) e c’è poi chi come Elena Isinbaeva è stata accusata (a volte con toni decisamente esagerati e fuori luogo) per una sua frase mal interpretata, a proposito della legge in vigore. Ed ancora, il bacio sulle labbra (che da tradizione ex sovietica è anche tra persone dello stesso sesso per congratularsi) tra due staffettiste della 4×400 russa, durante la premiazione, scambiato erroneamente per gesto dimostrativo a favore dei gay e portato in maniera virale alla ribalta, in primis sui social network.

Vitaly Mutko

Vitaly Mutko

Altra benzina sul fuoco poi con le dichiarazioni del ministro dello sport russo Vitaly Mutko: “la legge è per la tutela delle nuove generazioni la cui psiche non è formata. Promuovere l’omosessualità è come promuovere alcohol o droghe” che ha però anche specificato: “Ripeto per l’ennesima volta che non sarà applicata a nessun atleta, partecipante, organizzatore o semplice ospite arrivato in Russia per Sochi 2014 ed in generale”.

Tutto questo non ha fatto altro che scatenare nuove polemiche dove a rimetterci spesso sono proprio i Giochi che di certo non hanno colpe su ciò che decidono i governi dei vari paesi, in cui vengono organizzati.

Quella olimpica si sa, è un’enorme cassa di risonanza per portare alla luce problemi, diritti negati e quant’altro nella nazioni che ospitano la più grande manifestazione sportiva al mondo.Ricordiamoci di quanto successo ad esempio a Pechino 2008, con le proteste per la situazione in Tibet. Per mesi, durante il viaggio della fiamma, non si parlava d’altro, ma oggi, lontano dalle luci mediatiche, in quanti si interessano dei problemi in quella zona del mondo? Mettere l’accento sulle cose che non vanno è giusto, soprattutto quando si vanno a toccare i diritti umani, ma sarebbe ancor più giusto, farlo con la giusta cognizione anche senza i riflettori olimpici e non, come nella maggior parte dei casi, quasi come se si stesse seguendo la “moda” del momento.

Staremo a vedere cosa accadrà a Sochi su cui peraltro incombe, tanto per non farsi mancare nulla, anche una minaccia terroristica (leggi qui). Di sicuro è evidente che parlare solo di sport durante i Giochi è diventato impossibile, Olimpiadi e sociale appaiono ormai inscindibili.

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