PyeongChang 2018 — 4 aprile 2017 at 11:52

La NHL dice no! Niente big dell’hockey ghiaccio a Pyeongchang 2018

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Dopo mesi e mesi di trattative, di voci, di ipotesi, è arrivato il comunicato ufficiale della NHL, la lega professionistica più importante nel mondo dell’hockey ghiaccio che ritiene chiusa, con un secco no, la questione sulla partecipazione o meno dei professionisti di questo sport ai Giochi Olimpici di Pyeongchang 2018.

Alla base la reticenza della lega e della gran parte delle 30 franchigie, a cedere i propri giocatori per più di due settimane nel mezzo della stagione, questioni economiche ma anche un compromesso mai ottenuto tra CIO e NHL sempre rigidamente rimasti ancorati, entrambi, sulle proprie posizioni e richieste di partenza.

I pro dell’hockey ghiaccio partecipano alle Olimpiadi dall’edizione di Nagano 1998, quella storica prima volta che vide il successo della Repubblica Ceca del portierone Dominik Hasek, capace di fermare in semifinale il grande Canada in cui figuravano stelle assolute come Wayne Gretzky, il più grande di sempre, nella fase conclusiva della sua irripetibile carriera.

Dopo 5 edizioni consecutive dunque ci sarà uno stop che rischia di far tornare indietro anni luce il torneo olimpico dell’hockey, oltre a rappresentare un grande autogol per la mancata promozione di questa disciplina.

A parte la lega, con il contestatissimo commissioner Gary Bettman, sono tutti scontenti. I tifosi di hockey e gli appassionati di sport che non vogliono rinunciare a quello che è sempre stato un grande spettacolo; le tv, che si sono assicurati a peso d’oro i diritti di PyeongChang 2018, in cui il torneo hockeystico è un fiore all’occhiello; i giocatori che hanno manifestato il loro disappunto, pubblicamente in molti casi, sui social. C’è anche chi come Alexander Ovechkin ha dichiarato di andare comunque ai Giochi, al di là di questa decisione della NHL.

Probabilmente una soluzione si sarebbe dovuta trovare, questo muro contro muro fa solo male. Di sicuro sarà una bella gatta da pelare per i proprietari, che si troveranno tra le proprie fila giocatori con la volontà ferrea di essere sul ghiaccio olimpico, perchè, al di là di tutti i soldi e i guadagni, per i giocatori, rappresentare la propria nazione e competere per quella medaglia d’oro, vale come una Stanley Cup.

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