Due Parole su... — 20 novembre 2013 at 08:00

Due parole su…La frode del doping

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imagesL’abbattimento dei record, siano essi personali, nazionali o mondiali, da sempre avviene per le più svariate ragioni: dal miglioramento delle tecniche di allenamento, a una maggior adeguatezza dello stile di vita anche fuori dal campo, a una “darwiniana” evoluzione che ha portato l’essere umano ad essere più prestante rispetto a un secolo fa.

Quando però il miglioramento non è dato dal lavoro, dal talento o dalla somma delle due cose, si sfocia in una delle più comuni frodi sportive; “doping”, parola tanto usata quanto abusata, è sinonimo di scorrettezza, di incoerenza e di illusione: illusione verso se stessi di essere stati in grado di raggiungere traguardi con le proprie forze, quando in realtà non è stato affatto così.

Spesso capita di sentire persone (dentro e fuori il mondo sportivo) sputare sentenze su come sia immaturo e sleale fare uso di certe sostanze, ma il vero problema non è esclusivamente sportivo, è di fondo. Recentemente, in una conferenza tenutasi presso l’università LUISS, lo stesso Luca Cordero di Montezemolo affermò scherzosamente:”A scuola ero campione mondiale di copiatura”. Corrispondente o meno alla realtà, tale frase, per quanto scherzosa, è fortemente legata al tema della frode. Eppure, nonostante questo, la battuta non ha destato particolare scalpore ai più; viene da chiedersi che reazioni sarebbero state invece provocate se un atleta ormai arrivato e senza più niente da dimostrare avesse pronunciato parole come:”Nel corso della mia carriera sono sempre stato il migliore a eludere i controlli”. Stesso impatto? Altamente improbabile.

Sostanzialmente, quindi, la questione è alle fondamenta: non ci si può domandare sdegnati come sia possibile che qualcuno faccia uso di sostanze proibite se non si prova lo stesso sdegno per altri tipi di frode, altrettanto gravi. Si cambi il modo di pensare, o si cambino le relative punizioni, perchè altrimenti non cambierà mai nulla.

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