CIO & Olympic News — 4 febbraio 2014 at 20:16

Parole dure di Thomas Bach, presidente CIO, contro i leader che snobberanno l’apertura di Sochi 2014

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IOC Press ConferenceA 3 giorni dal via delle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014, il Presidente CIO Thomas Bach non ha risparmiato le sue dure critiche contro alcuni leader mondiali che snobberanno la Cerimonia d’apertura di venerdì 7 febbraio, in segno di protesta per le leggi che vietano in Russia la propaganda gay.

Senza nominarne qualcuno nello specifico, nel discorso del numero 1 del Comitato Olimpico Internazionale, sembra evidente il richiamo a Barack Obama e ai politici europei.

I Giochi, per Bach non devono essere usati come un palcoscenico per manifestare il dissenso politico o per accaparrarsi consensi: “Bisogna avere il coraggio di indirizzare il proprio disaccordo attraverso un diretto e pacifico dialogo politico, e non sulle spalle degli atleti. Le persone sanno perfettamente cosa vuol dire approfittare della ribalta olimpica per ostentare gesti che non costano nulla, ma producono titoli internazionali“.

L’avvicinamento a Sochi 2014 è stato caratterizzato, al di là delle minacce terroristiche, provenienti dai ribelli del Caucaso, da polemiche su polemiche relative alla questione dei diritti umani in Russia. Diversi premier europei, come il francese Hollande, hanno declinato l’invito (non l’italiano Enrico Letta che sarà regolarmente al Fisht Olympic Stadium il 7 febbraio) ed il gesto più eclatante è sicuramente stato quello del Presidente degli USA, Barack Obama, che ha inviato a Sochi una delegazione composta da tre atleti dichiaratamente gay come la grande ex tennista Billie Jean King, l’hockeysta Caitlin Cahow e il pattinatore artistico Brian Boitano. Sarà la prima volta dal 2000 che la delegazione statunitense non includerà un presidente, un vice presidente o una first lady.

Bach ha sottolineato per l’ennesima volta, anche oggi, come il CIO abbia avuto ampie rassicurazioni dalla Russia sul rispetto della Carta Olimpica che è contro ogni forma di discriminazione, ma ha anche fatto notare come l’organo che presiede non abbia il potere di far cambiare una legge ad uno stato sovrano.

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