CIO & Olympic News — 3 novembre 2014 at 12:00

Le Nazioni Unite riconoscono l’autonomia del CIO e dello sport

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Photo/Eskinder Debebe

Thomas Bach e Ban Ki Moon (Photo/Eskinder Debebe)

La giornata di oggi segna una pietra miliare nel movimento olimpico. Durante la 69esima Sessione ordinaria, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è espressa favorevolmente all’unanimità, riconoscendo ufficialmente l’autonomia del CIO e dello sport.

Lo scorso anno, il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, aveva auspicato questa risoluzione, affidando un suo messaggio proprio all’Assemblea delle Nazioni Unite.

Lo sport è ora riconosciuto come uno strumento per la promozione di istruzione, salute, sviluppo e pace con il CIO e i valori del movimento olimpico al centro per il raggiungimento di tali obiettivi.

La risoluzione afferma come i grandi eventi sportivi internazionali debbano essere organizzati in uno spirito di pace, comprensione reciproca, amicizia, tolleranza, senza che discriminazioni di alcun tipo vengano ammesse e che allo stesso tempo l’unificazione e la natura conciliativa di questi eventi venga rispettata, a sottolineare come i boicottaggi non siano compatibili nel rispetto dei valori dello sport.

La Carta Olimpica ha avuto il suo riconoscimento, in particolare sull’articolo 6 (“qualsiasi forma di discriminazione è incompatibile con l’appartenenza al Movimento Olimpico”) ma va fatto notare come il CIO non abbia la possibilità di imporre misure agli stati sovrani.

L’annuncio da parte delle Nazioni Unite è stato dato dopo la presentazione, da parte del Segretario Generale, delle relazione biennale per lo sviluppo e la pace. A rappresentare il Comitato Olimpico Internazionale, Mario Pescante. che nel suo discorso ha dichiarato: “Lo sport può cambiare il mondo, ma. non può cambiare il mondo da solo. Questo è il motivo per cui il CIO, sotto la guida del presidente Thomas Bach, si sta impegnando più che mai con i leader politici ed economici ai massimi livelli.”

Grande soddisfazione espressa da Thomas Bach che ha inviato una lettera ai 205 presidenti dei Comitati Olimpici Nazionali, per chiedere loro di rafforzare l’autonomia dello sport nei vari paesi, attraverso il dialogo con i leader politici nazionali: “E ‘essenziale che i Comitati lavorino con i governi nazionali per indirizzare lo sport verso questi obiettivi, in particolare nei settori di istruzione, sanità, pianificazione urbana, coesione sociale, per la costruzione della pace. Gli ottimi rapporti tra le Nazioni Unite e il CIO può in questo senso servire da esempio per le relazioni a livello nazionale tra i Comitati Olimpici Nazionali e i rispettivi Governi. Questo rapporto però richiede che lo sport rimanga sempre politicamente neutrale“.

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