CIO & Olympic News — 16 settembre 2014 at 12:56

La Scozia al voto per decidere se diventare indipendente. Cosa cambierebbe per gli atleti olimpici scozzesi?

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william-wallace-sterlingWilliam Wallace, il leggendario patriota scozzese, interpretato da Mel Gibson nel pluripremiato film “Braveheart”, combattè per anni per il sogno di una terra libera dall’Inghilterra. Nonostante epiche vittorie, non riuscì nel suo intento e pagò con la vita (1305). Alcuni anni dopo Robert Bruce I, con la storica battaglia di Bannockburn del 1314 assicurò la libertà e l’indipendenza che sarebbe però poi stata persa nelle vicende successive alla morte della regina Mary Stuart, che portarono all’unificazione delle corone (1603) e un secolo più tardi, al trattato di unione che diede vita alla Gran Bretagna (1707).

Giovedì 18 settembre, 700 anni dopo Bannockburn, oltre 4 milioni di scozzesi dai 16 anni in su, avranno la possibilità di andare a votare per scegliere se diventare una nazione indipendente o continuare a far parte del Regno Unito. L’esito appare incerto. Fino ad alcune settimane fa, il no era in chiaro vantaggio, ma la rimonta del si sta prendendo piede. Da un lato le ragioni del cuore che affondano nella storia di un popolo orgoglioso delle sue tradizioni, dall’altra le paure di un cambiamento che potrebbe spaventare soprattutto a livello economico.yes_to_a_just_scotland_cover

Se dovesse vincere il si, inevitabilmente la situazione cambierebbe anche nello sport olimpico La Scozia ha delle sue Federazioni già riconosciute a livello internazionale e gareggia sotto la propria bandiera in sport come calcio o rugby (in cui sostanzialmente non cambierebbe nulla al di fuori dei tornei olimpici di calcio e rugby a 7), o in eventi come i recenti Giochi del Commonwealth 2014, organizzati proprio a Glasgow, ma per il CIO esiste solo la Gran Bretagna. In caso di indipendenza si avvierebbe pertanto necessariamente il processo per portare alla formazione di un nuovo comitato olimpico nazionale (oltre a nuove federazioni sportive nazionali) che consentirà, nel futuro, agli atleti provenienti dalla Scozia, di gareggiare come nazione vera e propria, sotto la loro bandiera.

Per far questo ci vorrà del tempo sebbene Rio 2016 sia vicina. Mancano infatti ormai meno di 2 anni e per questo il Presidente CIO Thomas Bach ha assicurato che sarà salvaguardata in tutti i modi la partecipazione ai Giochi per i rappresentanti dell’eventuale neo nazione. Se non ci dovesse essere ancora un Comitato Nazionale, gli atleti potranno gareggiare come indipendenti sotto la bandiera olimpica, come accaduto per quelli di Timor Est a Sydney 2000 o del Sud Sudan a Londra 2012 dove 13 delle 65 medaglie vinte dalla Gran Bretagna, provenivano da scozzesi come Chris Hoy, Katherine Grainger e Andy Murray, vincitori di ori.

La rappresentativa britannica continuerebbe a prendere parte ovviamente alle Olimpiadi, probabilmente con una bandiera diversa dato che dall’attuale e celebre Union Jack sparirebbe il blu e la croce di Sant’Andrea, che formano la bandiera della Scozia. Dipende tutto dal voto del 18 settembre.

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