CIO & Olympic News, Città Olimpica 2020, Olimpiadi 2024 — 8 settembre 2013 at 10:00

I grandi rimpianti di Roma per le Olimpiadi 2020, un’occasione irripetibile persa?

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Logo-Roma-2020La corsa per la città olimpica 2020, si è conclusa ieri con la vittoria di Tokyo che ospiterà così dal 24 luglio al 9 agosto 2020 i Giochi della 32ma Olimpiade Estiva.

Al termine di tutto il processo di candidatura la sensazione è sempre più quella che Roma abbia perso un’occasione forse irripetibile per riportare le Olimpiadi estive in Italia a 60 anni esatti dall’ultima edizione.

A fornire rimpianti è stata la corsa tra 3 città, presentatesi a Buenos Aires, ciascuna con dubbi e problemi. Era difficile scegliere anche perchè nessuna convinceva a pieno rispetto alle rivali.

Istanbul che sembrava la grande favorita e lanciatissima verso la vittoria, ha perso colpi per via della situazione interna con le proteste antigovernative che hanno paralizzato nello scorso mese di maggio la capitale turca, indignando la Comunità Europea per i metodi usati dal governo nel fronteggiarle. Oltre a questo la delicatissima situazione con la confinante Siria ha fatto il resto.

Madrid si è presentata con grande entusiasmo ed un progetto credibile pur senza la forza economica degli anni del boom a sostenerla e tanti altri dubbi. Tokyo infine, la favorita della vigilia e la vincitrice, ha sicuramente presentato un progetto molto solido, soprattutto dal punto di vista delle garanzie economiche ma non era certamente imbattibile. Vuoi per l’appeal della città e vuoi anche per l’ombra del disastro nucleare di Fukushima, con le notizie non incoraggianti arrivate proprio negli ultimi giorni, hanno fatto venire più di un dubbio ai membri CIO. Inoltre non era auspicabile, per il criterio di alternanza continentale che i Giochi rimanessero in Asia,  a due soli anni di distanza dall’Olimpiade Invernale 2018 (Pyeong Chang, Corea del Sud).

Roma avrebbe potuto, con tutta probabilità, davvero vincere questa sfida. La città eterna, pur se con i suoi problemi, avrebbe garantito uno scenario straordinario e unico al mondo, con un appeal che nessuna delle 3 candidate poteva vantare. Era decisamente la favorita dai membri del CIO, visti i rumors girati poco dopo il ritiro della capitale, che davano una vittoria praticamente certa e con percentuali molto alte.

Ma si sa, la decisione presa dall’allora premier Mario Monti è stata quella di bloccare la candidatura nonostante i numerosi appelli del mondo sportivo e non. Organizzare un’Olimpiade costa e molto, ma è anche un’occasione incredibilmente unica per portare lavoro, modificare in meglio una città  e creare economia. Ci pensate a cosa sarebbe oggi Barcellona senza i Giochi del 1992?  La città spagnola è tra le mete preferite dei turisti e non avrebbe affatto il volto odierno senza i lavori ed i progetti fatti grazie all’Olimpiade. E quanto hanno giovato poi a Sydney ed in generale a tutta l’Australia, i Giochi del 2000? Anche Londra 2012 ha portato beneficio alle casse britanniche e si potrebbero citare tanti altri casi.

Spesso i detrattori di Roma 2020 hanno parlato dell’esempio di Atene 2004 e di come l’Italia avrebbe potuto fare la stessa fine dei greci, organizzando i Giochi. In realtà, a voler indagare a fondo, il vero problema della Grecia non sono state le Olimpiadi, ma l’ingresso nell’euro e la lunga rincorsa ai parametri europei che tuttora stanno soffocando la nazione ellenica, senza contare che come nazione non sono mai stati una potenza a livello economico, paragonabile all’Italia o ai paesi di vertice. Gli sbagli poi servono anche per aiutare chi si assume l’onere di organizzare in futuro e Roma avrebbe potuto far tesoro di quanto accaduto per il 2004.

Se vogliamo trovare un qualcosa che non ci faccia mordere le mani, forse dobbiamo puntare sull’italianità e sul marcio che purtroppo troppe volte abbiamo visto a livello organizzativo e non, nella nostra penisola. Solo per fare qualche esempio, il calcio paga ancora gli sprechi e la cattiva gestione dei Mondiali di Calcio 1990, i grandi progetti per i Mondiali di Nuoto del 2009 sono rimasti cantieri nel deserto e così via…. Ecco, è forse questo l’unico motivo che può farci dire che forse è stato meglio non dare possibilità all’Olimpiade romana.

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò ha più volte dichiarato la volontà di riprovarci per il 2024, a maggior ragione ora con la vittoria di Tokyo, che da maggiori chance ad una città europea per il 2024. Anche l’attuale premier italiano Enrico Letta si è espresso a favore della nuova candidatura romana.

Certo non sarà però come la corsa per il 2020. Grandi città sono già scese in campo come la capitale americana Washington. Anche il Sudafrica punta a portare per la prima volta le Olimpiadi nel continente africano e poi…forse Parigi per ritrovare i Giochi 100 anni dopo l’edizione del 1924. Una candidatura quest’ultima che sarebbe molto difficile da battere stavolta, con il peso del centenario e la storia del barone Pierre De Coubertin da onorare.

Riproviamoci Roma, riproviamoci Italia, anche se oggi ci sentiamo come se avessimo perso un treno che forse passa una sola volta nella vita.

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