CIO & Olympic News, Città Olimpica 2020 — 5 settembre 2013 at 00:43

Jacques Rogge: “E’stato un privilegio essere presidente del CIO, lascio senza nostalgia”

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rogge4Inizialmente programma per domani, si è svolta nel tardo pomeriggio di Buenos Aires, la conferenza stampa (terminata da pochi minuti) del Presidente del CIO Jacques Rogge, alle ultime ore del suo mandato. Durante la 125ma sessione del Comitato Olimpico Internazionale che si aprirà ufficialmente venerdì, con una breve cerimonia d’inaugurazione, sarà scelto il suo successore tra i 6 candidati in lizza (clicca qui per leggere l’articolo relativo).

Nell’odierno incontro con la stampa Rogge ha quindi risposto, inevitabilmente,  a diverse domande sulla sua presidenza ed in particolare sugli ultimi 2 anni. Queste alcuni passaggi delle sue dichiarazioni a riguardo: “Ho fatto il mio dovere, spero che il CIO abbia tratto beneficio dal mio lavoro. Posso dire che è stato molto bello per me poter chiudere 6 edizioni dei Giochi Olimpici e 2 della Gioventù, constatando come siano state delle ottime edizioni, senza dubbio è il mio successo più importante. Essere presidente non è sempre è stato piacevole, ci sono stati dei momenti difficili, come la morte dello slittinista georgiano Nodar Kumaritashvili a Vancouver 2010, ma di sicuro ricoprire questa carica per tutti questi anni è stato un privilegio ed un’avventura appassionante. Me ne vado senza nostalgia perchè penso sempre al futuro e proseguirò come membro onorario, partecipando alle sessioni, votando e assistendo alle prossime edizioni olimpiche “.

rogge1Non poteva mancare tra le domande il riferimento alla questione relativa alla cosidetta “legge anti-gay” russa in relazione ai prossimi Giochi Invernali di Sochi 2014, Rogge è stato chiaro: “Abbiamo ricevuto forti rassicurazioni dal governo russo sul fatto che durante l’Olimpiade saranno rispettati in pieno i principi e i diritti della carta olimpica nei confronti di atleti, spettatori, dirigenti e chiunque altro entri nella nazione per assistere all’evento” e a chi gli ha chiesto se si poteva fare qualcosa di più per smuovere il governo russo su questa legge ha risposto: “Non dimentichiamoci che noi tutti siamo ospiti in una nazione che organizza i Giochi, la Russia è uno stato sovrano e noi non abbiamo alcun poter per modificare le loro leggi“.

Rogge non ha voluto mai entrare nel merito delle 3 città candidate (Tokyo, Madrid e Istanbul) a 3 giorni dal voto e dall’elezione della sede olimpica 2020 ma ha confermato che si tratta di ottimi progetti. Stesso discorso per il suo successore, a domanda specifica sul tedesco Thomas Bach, il presidente ha fatto notare che tutti e 6 sono ottimi candidati, con tutte le carte in regola per far bene.

Non è mancata una piccola bacchettata al comitato organizzatore di Rio 2016: “I lavori per alcune infrastrutture procedono a rilento, sono sicuro che sarà tutto a posto per i test, ma bisogna tenere a mente che il tempo passa in fretta“.

rogge3Sugli alti costi dei Giochi e dei grandi eventi sportivi invece Rogge la pensa così: “L’importante è che chi si assume l’onere di organizzare l’Olimpiade faccia un piano sostenibile che dia vantaggi non nel breve ma nel lungo periodo. Oltre a noi come movimento deve vincere anche la città e la nazione che ospita, traendo benefici per il futuro“.

Infine altri pensieri sul dopingNon ho timore di dire che doparsi oggi è molto più difficile di 10 anni fa ma allo stesso tempo non siamo utopici e sappiamo che questo problema ci sarà sempre, come la criminalità sarà sempre insita in una parte dell’umanità. Di sicuro noi facciamo tutto quello che possiamo per combattere questa piaga, con nuove tecnologie e nuovi controlli”  e sulla composizione del Comitato Olimpico: “E’ una miscela di diversi tipi di persone, dei 103 membri almeno 35 hanno partecipato come atleti ai giochi, poi c’è un altro gruppo di persone esponenti delle case reali, loro hanno tanta influenza nello sport del proprio paese e sono molto utili, così come chi viene dal mondo scientifico o dell’industria. E’ proprio questa combinazione che genera l’efficenza del movimento olimpico“.

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